Clinical Rounds: info per i professionisti

I Clinical Rounds sono attività didattiche pratiche, a forte carattere clinico e con approccio hands on, che coinvolgono direttamente lo studente in un contesto reale o realistico di apprendimento. Nel Corso di Laurea in Medicina Veterinaria rappresentano una fase avanzata del percorso formativo e contribuiscono al completamento dell’acquisizione delle Day One Competences, cioè delle competenze di base teoriche e pratiche che il laureato deve possedere al termine del percorso. L’attuale modello organizzativo valorizza inoltre il coinvolgimento di professionisti del territorio, per offrire agli studenti un confronto con professionalità diverse e casistiche cliniche specifiche.

Come sono organizzati

I Clinical Rounds sono inseriti nella progressione formativa degli studenti e sono organizzati in modo da coniugare pianificazione didattica e flessibilità operativa. Le attività si svolgono prioritariamente presso l’ODVU, quando sono disponibili casistiche adeguate, ma possono essere previste anche attività extra moenia, in relazione agli obiettivi formativi e alle opportunità offerte dal contesto professionale. L’organizzazione prevede piccoli gruppi di studenti, con un rapporto indicativo di 1 docente/6 studenti (±1), e un coordinamento che coinvolge docenti responsabili dei CFU, tutor e professionisti a contratto.

Cosa deve fare il professionista coinvolto

Autoformazione / self learning

Il professionista coinvolto nei Clinical Rounds è chiamato a svolgere una fase preliminare di autoformazione, utile a comprendere il contesto didattico in cui l’attività si inserisce. In particolare, è importante acquisire familiarità con i riferimenti EAEVE, con l’impostazione pedagogica dei Clinical Rounds e con le indicazioni operative fornite dal Dipartimento. 
A questo link è possibile accedere alle pagina dedicata alla Self learning per la formazione dei docenti con il Corso di formazione per docenti e staff del Dipartimento di Medicina Veterinaria.


Valutazione delle competenze acquisite

Il professionista contribuisce al processo formativo osservando lo studente durante l’attività pratica e collaborando, per quanto di competenza, alla verifica del percorso di acquisizione delle competenze. La responsabilità didattica e valutativa resta in capo al docente strutturato, che coordina il processo formativo in coerenza con le Day One Competences e con i riferimenti EAEVE sullo student assessment; al professionista è richiesto quindi di operare in raccordo con il docente, fornendo elementi utili alla valutazione delle attività svolte.


Coordinamento delle attività

Il professionista svolge la propria attività in raccordo con il tutor e con il docente responsabile del Clinical Round. Il tutor supporta la pianificazione e la calendarizzazione, fornisce le indicazioni operative di base e coordina gli aspetti organizzativi; il docente strutturato assicura invece il raccordo con gli obiettivi formativi del CFU e con il percorso pedagogico complessivo. 

Al professionista è quindi richiesto di attenersi al calendario condiviso, segnalare tempestivamente eventuali criticità e collaborare alla buona riuscita delle attività programmate.


Definizione degli obiettivi formativi

Gli obiettivi formativi non sono definiti autonomamente dal professionista, ma vengono stabiliti dal docente strutturato responsabile del CFU, che individua il syllabus, le competenze correlate e la collocazione dell’attività nel percorso formativo. 

Al professionista spetta il compito di prendere visione di tali obiettivi, condividerne l’impostazione metodologica e sviluppare l’attività pratica in coerenza con quanto concordato, valorizzando anche eventuali esperienze aggiuntive offerte dal contesto di campo, purché pertinenti.


Come registrare le attività

La registrazione delle attività è un passaggio essenziale per la tracciabilità del Clinical Round. Strumenti di riferimento sono Dr. Veto per la registrazione delle casistiche e il Google Form per le attività esterne, con una parte di registrazione a carico dello studente.

Il professionista deve seguire le istruzioni ricevute dal tutor e dal Dipartimento, verificando che le attività svolte siano correttamente documentate secondo la procedura prevista per la specifica sede di svolgimento.


Firme studenti


Comunicazione/ Flussi comunicativi

Per garantire chiarezza nei flussi informativi, la comunicazione operativa deve seguire canali distinti.

Gli studenti si interfacciano con 

  • il tutor per questioni organizzative, cambi di gruppo, emergenze o modifiche di programmazione;
  • con i docenti responsabili per chiarimenti sui contenuti didattici;
  • con i professionisti a contratto esclusivamente per informazioni o chiarimenti relativi ai contenuti delle attività in corso o già svolte. 

Ogni comunicazione di natura organizzativa deve passare attraverso il tutor, così da mantenere ordinati i flussi e coerente il coordinamento delle attività.